FONDI ALLE SCUOLE PRIVATE SENZA PUDORE

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Formigine, 14 novembre 2010

"La rettitudine si è ritirata e la giustizia si è tenuta lontana; la verità infatti soccombe sulla pubblica piazza e il diritto non riesce ad avvicinarvisi" (Isaia).

Si potrebbe dire che non c'è nulla di nuovo sotto il sole, oppure lasciarsi sopraffare dal disgusto tanto da non aver pił parole, ma l'indignazione morale e civile spinge invece a parlare e scrivere perché chi commette tali iniquità non pensi di farlo passando inosservato. Mentre si confondono le carte con le briciole restituite all'università e prelevate dalla scuola primaria, al contrario si restituiscono 245 milioni di euro alle scuole private, taglio che aveva sollevato i malumori delle gerarchie cattoliche. Con un provvedimento degno del pił consumato servilismo, si vuole completare lo scempio di una scuola che tutto il mondo ci invidiava, la scuola statale italiana, omaggiando il Vaticano e concedendo privilegi ai cittadini di serie A.
Intanto, i cittadini di serie B continueranno a essere offesi prima di tutto nella loro dignità e poi nella sicurezza delle scuole, in un'offerta formativa degna di questo nome, nelle strutture e nel personale, nel sostegno alle disabilità. Le classi sono sovraffollate, le gite si fanno con il volontariato delle maestre, il sapone si porta da casa, le fotocopie le pagano i genitori, in una parola si compirà lo smantellamento del diritto allo studio, riconosciuto dalla nostra Costituzione e da tutti i Paesi del mondo come il minimo necessario alla conservazione della civiltà. Con il suo (speriamo ultimo) provvedimento, il ministro Gelmini si è assicurata un posto nella storia come il peggior ministro dell'Istruzione che l'Italia abbia mai conosciuto.
Anche noi insegnanti cristiani evangelici, benché non siamo per principio contrari all'esistenza di scuole private, non possiamo tuttavia esimerci dal denunciare la profonda ingiustizia e l'iniquità di un governo che sacrifica i beni pubblici sull'altare papista. Dov'è adesso quella morale di cui i preti si riempiono la bocca quando presiedono i salotti mediatici, quale sarebbe l'etica di questa sfacciata ingiustizia sociale, quando c'è da incassare per il proprio tornaconto? Non rimane nemmeno pił una briciola di pudore.
Avendo al contrario rispetto per la rettitudine, la giustizia e il diritto, noi ci associamo agli studenti, alle associazioni dei genitori, ai movimenti di base e sindacali che combattono in parole e in opere la cultura dei diritti negati e della Costituzione calpestata.


Il Comitato Insegnanti Evangelici Italiani (CIEI)

segreteria@insegnantievangelici.it

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