LETTERA ALLA CORTE DI STRASBURGO

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2 febbraio 2010

Il C.I.E.I. sottoscrive il seguente appello contro i tentativi di non applicare in Italia la sentenza della Corte di Strasburgo.

Dear Sir/Madame,

We, Italian and European citizens and associations, are writing to you in order to let other Europeans to listen to our voice loud and clear. Last November 3rd the European Court of Human Rights, second section, took an important decision on the case Lautsi v. Italy, granting protection not only to the rights of Mrs. Lautsi and her kids but also to our rights and those of millions of Italian and European citizens. The question under discussion was the imposition for students in Italy to attend lessons in classrooms dominated by the Crucifix, a religious symbol. This imposition has been found a violation of articles 9 of the European Convention for the protection of human rights and fundamental freedoms and 2 of the First Additional Protocol. The political debate that followed in Italy has been vicious and violent against non-believers, non-Catholics, heterodox Catholics and, last but not least, the judges of the European Court of Human Rights. Individually and on behalf of the thousands members of our groups and millions of other Italians we would like to thank the European Court and apologize for the insulting behaviour of Italian government members. We dissociate ourselves from their speeches. Our country suffers more and more the political influence of the Catholic church hierarchy. The fewer people follow their directives the more they demand, call for privilege and taxpayers' money, raise their voice in order to impose their will on non-Catholics' lives and behaviours. Moreover most of political leaders are keen to accept their requests disrespectful of rights and liberties, lives and personal stories, beliefs and choices of millions of citizens. That's by now the rule, for example, regarding religious symbols, religious teaching in schools, legal protection for same sex couple, freedom of marriage, freedom of divorce, medically assisted procreation, advanced healthcare directives, living wills, public funding of Catholic religious activities. Some of us believes to and we all do respect believers, but we cannot accept one religion, not even the most powerful, to be imposed to everyone. This principle of religious freedom and secularity of public institutions (laicità) is enshrined in the Italian Constitution itself, is part of our history as Italian and European citizens. With the help of our fellow Europeans we will do our best to keep our pace on the road of freedom, democracy and equal social dignity for everybody.



Egregi Signori, Gentili Signore,

Vi scriviamo, come associazioni e come cittadini italiani ed europei per fare sentire chiaramente la nostra voce al resto dell'Europa. Lo scorso 3 Novembre la Corte Europea dei Diritti Umani, sezione seconda, ha preso una importante decisione nel caso Lautsi c. Italia, tutelando non solo i diritti della Sig.ra Lautsi e dei suoi figli ma anche quelli di milioni di cittadini italiani ed europei. La questione in discussione era l'imposizione per gli studenti di frequentare le lezioni in classi in cui domina il Crocifisso, un simbolo religioso. Una pratica che viola l'art. 9 della Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e l'art. 2 del Primo Protocollo Addizionale. Il dibattito che ne é seguito in Italia é stato aggressivo e violento contro non-credenti, i non cattolici, i cattolici non allineati e, ultimo ma non per importanza, contro i giudici della Corte Europea dei Diritti Umani. Individualmente ed a nome delle migliaia di membri delle nostre associazioni vogliamo ringraziare la Corte e scusarci per il comportamento insultante di alcuni membri del Governo italiano dai quali sentiamo il dovere di dissociarci. Il nostro Stato soffre sempre pił l'influenza politica delle gerarchie della Chiesa Cattolica. Benchè il numero di quanti seguono le direttive delle gerarchie sia in costante diminuzione, queste chiedono sempre maggiori privilegi e insistono per imporre le proprie visioni ai non cattolici ed ai non credenti. Inoltre la maggior parte dei leaders politici sono proni nell'accettare tali richieste senza riguardo per i diritti e le libertà, le vite e le storie personali, il credo e le scelte di milioni di cittadini. Questo accade regolarmente, ad esempio, per quanto riguarda i simboli religiosi, l'insegnamento religioso nelle scuole, la protezione giuridica per le coppie dello stesso sesso, la libertà di matrimonio, la libertà di divorzio, la procreazione medicalmente assistita, le direttive anticipate di trattamento e le volontà di fine vita, il finanziamento delle attività religiose della Chiesa cattolica. Alcuni di noi sono credenti e tutti noi rispettiamo i credenti, ma non possiamo accettare che una religione, neppure la pił influente, sia imposta a tutti e tutte. Il principio di libertà religiosa e di laicità é racchiuso nella stessa Costituzione italiana, é parte della nostra storia come cittadini italiani e come cittadini europei. Faremo del nostro meglio per tenere i nostri passi sulla via della libertà, della democrazia e dell'eguale dignità sociale per tutti e tutte, con l'aiuto di tutti i cittadini europei.


Per il Comitato Insegnanti Evangelici Italiani


Lidia Goldoni
segreteria@insegnantievangelici.it

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