A RISCHIO LA LIBERTÀ DI SCELTA

Salva in formato .docSalva in formato .pdfVersione per la stampa

27 settembre 2009

Si stanno verificando nelle scuole casi in cui presidi ed insegnanti comunicano ai genitori di non avere la possibilità di garantire l'attività alternativa a chi non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica, né lo studio individualizzato assistito, per mancanza di personale docente. Pur riconoscendo che non vi è disponibilità di insegnanti, ricordiamo che i genitori non sono chiamati a risolvere questo problema, rinunciando ad un loro diritto di scelta. Come lo stato ha provveduto ad assumere insegnanti di religione cattolica, può similmente provvedere a tutelare i diritti di famiglie che scelgono attività alternative alla religione cattolica.

Nel sottolineare l'importanza di non sottostare ad alcuna forma di discriminazione, ricordiamo che le sentenze della corte costituzionale 203\1989,13\1991 e la circolare 9\1991, applicativa della sentenza 13\9, prevedono 4 opzioni:
a) attività didattiche e formative (cosiddette alternative)
b) attività di studio e/o di ricerca individuali con assistenza di personale docente
c) libera attività di studio e / o di ricerca senza assistenza di personale docente (dev'essere garantita la vigilanza)
d) uscita dalla scuola (gli alunni minorenni devono essere prelevati dai genitori).

Consigliamo vivamente di non accettare passivamente la minaccia alla libertà di religione a cui stiamo assistendo. Riflettiamo sulla gravità di ciò che sta avvenendo nelle scuole, in cui si è arrivati al punto di costringere chi non vuole avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica a rimanere ugualmente nelle classi ad ascoltarne la lezione!
Tutto questo è un sopruso, rifiutiamolo.



Il Comitato Insegnanti Evangelici Italiani
segreteria@insegnantievangelici.it

torna su